Imola, 14 15 16 Giugno 2024. Fiera Agricola del Santerno 1° PARTE XII Rassegna dell’Asino Romagnolo di Razza. Straordinario successo per numero di espositori e per qualità di soggetti presentati. Oltre che per numero di visitatori, stimati in 50.000.



 

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Sono le 19.00 di Venerdì sera.
La Fiera è stata appena inaugurata. Hanno parlato, tra gli altri, il Vice-sindaco Castellari e l’Assessore all’Agricoltura Raffini, i quali hanno messo l’accento su quanto interesse susciti, ogni anno, questo evento, nella città di Imola, nel suo Circondario ed anche fuori di esso.

E quanto sia anche importante per rilanciare il settore agricolo, segnato, ma non vinto, dalla recente alluvione.

Alla fine il Vescovo Mosciatti ha benedetto, come si conviene, le persone e gli animali, quale auspicio di buona sorte.
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La banda cittadina solca il Parco di gattici e di querce, intitolato a Sante Zennaro, di Grignano Polesine, che fu un operaio italiano decorato con medaglia d’oro al valor civile, e che perse la vita alla giovane età di 23 anni per salvare 97 alunni che erano stati presi in ostaggio insieme a tre insegnanti (… con Wikipedia andate a leggervi il suo coraggio e la sua tragica sorte).
Viene intonato l’Inno di Mameli ed è chiara testimonianza che la Fiera è di tutti, proprio di tutti.
Ecco che comincia (o, per meglio dire … ricomincia) la grande festa, che, per noi, coincide con l’happening nazionale della Rassegna dell’Asino Romagnolo, giunto, nel 2024, alla 12° Edizione.
Dal teatro delle balle di paglia, dove si è svolta l’inaugurazione, rientriamo alla spicciolata verso il gazebo As.I.R.A.R.A. e ci accompagna (come ogni anno) un filo di ansia.
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Andrà tutto bene?
Il tempo si manterrà clemente?
Abbiamo ricordato tutto quello che l’organizzazione prevede?
Il Catalogo è a posto? E i premi, le coppe, e le coccarde?
E gli attestati di “Allevatore custode di seconda generazione”, in tutto in numero di 56, corrispondono in pieno a chi si è impegnato davvero nella difesa del Romagnolo (sia esso un iscritto o meno ad As.I.R.A.R.A … non importa!), o ci siamo colpevolmente dimenticati di qualcuno?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E riusciremo finalmente a valorizzare, nello stand, il libri antichi e preziosi, d’epoca, della collezione del presidente, che sono messi a disposizione di tutti, confidando nell’interesse di qualche allevatore (cosa che non avviene quasi mai, con sommo scorno di chi scrive queste note).

Ed il Convegno sulla Genetica della Domenica mattina, che tanto ci ha impegnato, in condivisione con il Direttore di ANAREAI Dott. Matteo Vasini, (e che vede coinvolti studiosi della Università di Parma – la Dott.ssa Vittoria Asti – e zootecnici della biodiversità del calibro del Dott. Alessio Zanon) riscuoterà la partecipazione e l’attenzione che merita?
E poi: riusciremo, anche quest’anno, a trasmettere quei valori di autentica cordialità a tutti gli Associati As.I.R.A.R.A., specie a chi viene da lontano e si accolla spese ingenti e disagio del viaggio per partecipare alla kermesse asinina?
E le polemiche del recente passato, inerenti le valutazioni degli Esperti di Razza, saranno finalmente accantonate in questa edizione, anche in base al fatto che, quest’anno, i giudizi morfologico-funzionali scaturiranno da una terna di giudici (gli anni scorsi da un solo arbitro) e sulla base di una scheda tecnica condivisa?

Tante domande si affollano alla mente.
E sono motivo di perplessità.
“E – chiediamo ad Alessandro Imolesi – il tale allevatore cosa ha poi deciso? Porta i suoi prestigiosi soggetti ?”
Risposta: “Non abbiamo notizie”.
Ma intanto la famiglia di Maurizio Lavelli che viene dal trevigiano, ha già i propri asini negli stalli. E la famiglia di Stefano Morbis è a un’ora dalla Fiera, che raggiungerà alle 22.00.
Vengono da Calcinate (provincia di Bergamo) in camion e in macchina.
Due genitori e tre ragazze (Chiara, Erika, e Marta).
Dormiranno in Romagna, alla Selva, presso l’albergo-ristorante “Gli amici”.
E Gabriele Martinelli, che viene ancora da più lontano (precisamente dal comune di Valdidentro, Provincia di Sondrio) ha garantito che sarà in fiera nella giornata di domani, Sabato.

Ecco, arrivano i segnali, e sono di buon auspicio!

Rientriamo “alla base”.
E ci viene incontro una vera e propria fiumana di visitatori, che sono venuti lì per ammirare gli asini: bellissime famiglie con bambini, quelli piccolissimi nei passeggini ed i più grandicelli (da scuola materna ed elementare) già intenti a confezionare le “mannocchie” di foraggio che gli animali mostrano di gradire subito, e molto, incoraggiando i piccoli a godere di quell’approccio amicale ed empatico dell’asino, che è noto solo a chi alleva o gestisce questo straordinario animale.
“Mamma voglio dargliene ancora, perché ci siamo simpatici” “Hai visto quel piccolino che prende la titta dalla mamma” … le frasi che si sentono.



Il colpo d’occhio è inequivocabile.
No, non sarà un flop.
Perché, anche quest’anno, i fatti ci rassicurano e l’entusiasmo di visitatori ed allevatori ci ripagherà della scommessa che stiamo portando avanti da oltre un decennio, da quando il 1 Aprile del 2011 fondammo, in trenta allevatori (udite, udite!), l’Associazione Italiana degli Allevatori dell’Asino Romagnolo di Razza (l’As.I.R.A.R.A., appunto).

Tiriamo il fiato, e ci prende uno strano sentimento, a metà tra la contentezza e la commozione, perché tocchiamo con mano che ce la faremo anche quest’anno.
No, non sarà un flop!
Al contrario: ci divertiremo un mondo …
In fondo all’anima, ognuno di noi è rimasto il bambino della poetica di Giovanni Pascoli (… il fanciullino …).
Che la festa, ora, abbia inizio.
Abbia inizio davvero !!!

Ogni edizione della Rassegna di Imola ha la sua storia, e ogni storia è simile, ma non è identica all’altra.
Sono certo di non sbagliare se affermo che l’edizione 2024 sia stata caratterizzata da una precisa peculiarità.
La forte partecipazione dei giovani nel ring della presentazione dei soggetti.
Studenti di vari corsi, studi e facoltà, lavoratori, laureati, contadini.
Tutti, però, accomunati da una unica testimonianza: quella di certificare che l’Asino Romagnolo si toglie dall’impaccio di essere solo un retaggio del passato ma sa piantare radici ben solide nel presente, con uno sguardo rivolto al futuro.
L’Asino Romagnolo non più solo legato agli allevatori custodi, che pure lo salvarono dall’estinzione, ma proiettato in avanti, verso la modernità, la selezione genetica, lo sforzo rivolto al miglioramento morfologico-funzionale.
L’immagine è quella dei tanti giovani cultori e appassionati, che prendono il testimone dalle mani (callose) degli anziani e dei vecchi allevatori, per dire che no! l’Asino Romagnolo non si estinguerà, perché loro lo difenderanno  e lo faranno riprodurre.
Giovani dalle facce sorridenti ed oneste, che esprimono, anche senza parlare, pulizia e generosità.
A loro va la palma della edizione 2024.
Ed è da loro che vogliamo partire, ancora prima che dalle graduatorie e dalle classifiche degli animali.
Perché – é certo – che sono loro, tutti loro, ad AVERE VINTO, con il loro trascinante entusiasmo e la loro emotiva e malcelata voglia di partecipare!

Questo è persino una lezione nei nostri confronti, di adulti e di anziani, preda a volte di calcoli cervellotici.
Di questa gioventù, proprio per ringraziarli in un forte abbraccio comune e collegiale, pubblicheremo le foto in ordine alfabetico.


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Ed eccoli (meno di una settimana più tardi dal giorno della presentazione degli Asini in Fiera a Imola) quelli che erano “I promessi sposi”: sposi, ora, lo sono diventati per davvero, coronando, davanti all’altare, una storia di vita importante che ha già dato al mondo tre straordinari bambini (in ordine di nascita): Jordan, Jasmine e Jadea.
Giungano a loro, dalla vasta comunità degli asinari, (a volte “bisbetici” … ma mai insinceri) gli auguri più autentici di ogni felicità per la loro vita futura.



Con le zeta dei giovani Zerbini, abbiamo tenuto fede al mandato, abbiamo pubblicato le foto in ordine alfabetico ed abbiamo completato l’articolo (o, almeno, la prima parte).
Ma mancano le conclusioni.
E le conclusioni sono espresse in duplice modo.
Il primo modo.
Di recente ci sono state le elezioni per il rinnovo del Consiglio di As.I.R.A.R.A..
Ebbene, io, che ho compiuto settant’anni in Aprile, ho deciso che è necessario preparare il percorso che porterà al necessario passaggio delle consegne (tra poco).
Per questo, ho guidato una lista intitolata: “Rinnovamento nella continuità”.
Ed ho elencato i criteri ispiratori sono da intendersi più importanti (e vincolanti) a partire dal criterio 1° a seguire, fino al criterio 8°. 

Tali criteri non sono da intendersi come mutualmente escludenti, ma come parti sinergiche di un percorso integrato.
Criterio 1° “Far prevalere l’interesse della Associazione al proprio personale interesse. Ragionare come “noi” e non come “io”;

Criterio 2° “Impegno solidale verso l’Associazione a cui si aderisce”. Benchè tutti gli allevatori di Asino Romagnolo debbano essere aiutati, è altrettanto evidente che i soci debbono essere, prima di tutto, solidali tra di loro, per valorizzare il ruolo di As.I.R.A.R.A., sancito dallo Statuto. Se manca questo “comune sentire”, manca il collante induce As.I.R.A.R.A. ad essere proattiva.
Criterio 3° “Accettazione totale, senza interpretazioni furbesche, delle regole previste nello Statuto”
Criterio 4° “Ricerca costante di nuovi associati (ed anche di aderenti sostenitori) ad As.I.R.A.R.A.”
Criterio 5° “Ricerca della massima copertura territoriale, individuando un socio per Provincia della Emilia e della Romagna; per Regione d’Italia dove l’Asino Romagnolo è già presente in modo consistente (Lombardia, Veneto, Toscana); per Paese Europeo dove è stato esportato di recente (Svezia, Finlandia, Austria, Principato di Monaco, Svizzera)”
Criterio 6° Promuovere la componente di genere femminile tra gli allevatori
Criterio 7° Valorizzare di più quegli allevatori che sono proprietari di un numero più elevati di soggetti. L’As.I.R.A.R.A. non può diventare un club di puri appassionati “di singoli asini da giardino”
Criterio 8° Promuovere il rinnovamento generazionale ed anagrafico, come indicatore di spinta propulsiva e di voglia di fare. 

Quest’ultimo criterio, piaccia o no, trae piena conferma dalla 12° Rassegna di Imola dell’Asino Romagnolo di Razza, che non si chiude nell’orizzonte asfittico del passato, ma guarda con fiducia ai giovani ed al futuro.
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Il secondo modo (per concludere questo articolo) è tutto delegato ad una ultima foto, con la quale si chiudono queste note.

 

 

 

 

La foto ritrae una bambina, forse di 10 anni, che è entrata nel ring espositivo, senza un chiaro perché, certo invitata da un cultore ormai storico della Razza, che presenta un’asina, “bambina” come lei.
La bambina è Erika Morbis e viene da Bergamo, l’allevatore è Lino Zerbini di San Lazzaro e l’asinella è LZ Viola (anni 2).
Erika e Lino, prima di oggi, non si sono mai visti.
Nel gesto della mano di Erika, verso il muso di Viola, c’è tutto l’incanto, la poesia e il mistero del rapporto tra uomo e animale.
E, nella presenza inattesa della bimba, la silenziosa testimonianza della condivisione di una passione e di una solidarietà che oltrepassa le generazioni.

A buon intenditor, poche parole.
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Firmato: Alberto Minardi

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Imola, 14 15 16 Giugno 2024. Fiera Agricola del Santerno 2° PARTE XII Rassegna dell’Asino Romagnolo di Razza – Il ruolo istituzionale di ANAREAI – Le valutazioni, le classifiche e le premiazioni.

Prendiamo ora in considerazione la parte tecnica della XII Rassegna Inter-Regionale dell’Asino Romagnolo.
Cominciamo sottolineando il fatto che la parte tecnica della Rassegna è stata gestita sotto l’egida, la direzione e l’indirizzo operativo di ANAREAI, che ha riconosciuto formalmente, a livello nazionale, la manifestazione selettiva imolese ed preso parte alla Rassegna, attraverso la diretta partecipazione del suo Direttore Generale, Dottor Matteo Vasini (il Sabato 15, e la Domenica 16), da un lato, e, dall’altro attraverso l’individuazione e la designazione dei tre giudici della manifestazione morfologico-funzionale (due Esperti di Razza ed un Veterinario Ippiatra).
Giova, dunque, partire dalla messa a fuoco del ruolo che ricopre ANAREAI, il nuovo Ente (subentrato ad AIA, a partire dal 20 Aprile 2020), che è preposto, a livello nazionale, alla gestione del Libro Genealogico della Razza.
Per differenza, va messa a fuoco la distinzione dei ruoli.
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As.I.R.A.R.A. è l’Associazione che ha nel suo mandato la parte promozionale della Razza (vedi Articolo 4 dello Statuto):

Art. 4 – Tenuto conto che l’Asino Romagnolo è inserito nel Registro Anagrafico Nazionale delle razze Equine ed Asinine a limitata diffusione, e che l’Ente che detiene e gestisce il Registro, in base ad uno specifico disciplinare, è (a partire dal 20 Aprile del 2020) l’ANAREAI, Ente a cui competono le relative valutazioni genetiche e gli indirizzi selettivi; tutto ciò premesso, i compiti di As.I.R.A.R.A, che dovranno essere realizzati in stretta collaborazione ed in sinergia con ANAREAI, Associazione tenutaria del Libro Genealogico della Razza-Popolazione equina Asino Romagnolo, sono:

a) promuovere tutte quelle iniziative atte a scongiurare l’estinzione della razza-popolazione equina Asino Romagnolo;
b) curare gli interessi degli allevatori nei riflessi tecnici ed economici;
c) curare e favorire il collocamento dei soggetti provenienti dagli allevamenti di Asino Romagnolo;
d) promuovere iniziative dirette a valorizzare, dal lato economico, la produzione;
e) organizzare congressi e convegni, mostre, rassegne, concorsi ed altre manifestazioni, comprese le iniziative di valorizzazione dell’asino quale mezzo idoneo alle terapie assistite tramite animali;
f) adempiere a compiti ed a funzioni delegate da organismi interessati al settore dell’allevamento dell’asino, nel pieno rispetto delle normative vigenti;
g) organizzare e svolgere tutte quelle azioni e manifestazioni che si rendono utili ai fini della valorizzazione degli allevamento dell’asino.
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ANAREAI (Associazione Nazionale Allevatori delle Razza Equine ed Asinine Italiane) è il nuovo Ente – costituito il 16 Aprile 2020 – preposto alla gestione del Libro Genealogico di sette delle otto razze asinine riconosciute in Italia (Romagnolo, Ragusano, Pantelleria, Amiata, Viterbese, Sardo, Asinara; escluso, dunque, il Martina Franca) e di venti razze equine a limitata diffusione (Cavallo Lipizzano, Bardigiano, Appenninico, Catria, della Giara, di Monterufoli, Delta, Knabstrupper, Merens, Napoletano, Pentro, Persano, Romano della Maremma Laziale, Salernitano, Sanfratellano, Sarcidano, Siciliano, Tolfetano, Pony di Esperia, Ventasso).

A tal fine, si propone di promuovere ed attuare le iniziative che possono contribuire alla valorizzazione, alla diffusione ed alla conservazione delle razze, nonché alla tutela del bestiame stesso.
Agli allevatori di tutte queste 27 razze, saranno pertanto riservati assistenza e servizi tecnici che, principalmente attraverso la tenuta dei Libri Genealogici, il miglioramento genetico e le attività di caratterizzazione, studio e ricerca, potranno garantire l’esistenza futura e la conservazione dei loro capi allevati.

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Convegno: La diversità genetica della Razza Asino Romagnolo Domenica 16 Giugno 2023

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In Fiera a Forlì, nello scorso fine settimana, Alessandro Imolesi ha presentato il campione Murat, in rappresentanza della razza

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La famiglia Besseghini di Grosio (SO) ha presentato l’asino Romagnolo al Villaggio dei Contadini di Coldiretti a Milano

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Dopo che l’Asino Romagnolo fu nuovamente riconosciuto dallo Stato (21.06.2005), la Rai mandò in onda il servizio al TG3 del 10 Luglio 2005

Dopo la riunione del Dicembre 2000, a Ferrara, presso l’Istituto di Incremento Ippico della Regione Emilia-Romagna, sotto il coordinamento del Dott. Sandro Spada e del Prof. Raffaele Baroncini, fu definito lo Standard della Razza (vedi tendina) sulla cui base fu avviato il censimento a cura delle Associazioni Provinciali Allevatori.
La foto che segue è un esempio di tale censimento che portò alla identificazione di 76 soggetti, a cui fu inserito il microchip.

In data 25 Febbraio 2003, aveva avuto luogo, in Roma, la riunione della Commissione Tecnica Centrale (CTC) del Registro Anagrafico delle Razze e Popolazione Equine Riconducibili a Gruppi Etnici Locali del Ministero della Agricoltura. La domanda di riconoscimento del Romagnolo era stata respinta, perché erano stati valutati carenti sia i dati bibliografici presentati che certificassero il nome storico, sia gli elementi genetici che testimoniassero l’identità di razza.
Raccolte le informazioni carenti, in data Martedì 21 Giugno 2005, il Dott. Gerardo Salza (per conto della Regione Emilia-Romagna, Assessorato alla Agricoltura) presentò la documentazione integrativa al Professor Giuseppe (Peppino) Rognoni della Università di Milano, Presidente della CTC, ed ottenne ufficialmente il neo-riconoscimento della Razza.
Molto significativa era stata altresì la presentazione a Grosseto di otto capi di Romagnolo alla Prima edizione della Mostra delle Razze Italiane di Asino, che si tenne in Maggio dello stesso anno.

Quella prima manifestazione fu filmata da Alberto Minardi, il quale consegnò poi il nastro alla redazione della Rai Regione Emilia-Romagna, che ne ricavò un Servizio, il quale fu mandato in onda il 10 Luglio 2005.

Di seguito il link

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11.09.2022 – L’Asino Romagnolo alla Antica Fiera di Fontanelice

Dopo due anni di sospensione, torna l’Antica Fiera di Fontanelice, ed ospite di essa, la razza dell’Asino Romagnolo. Saranno due i soggetti presentati: la fattrice Mina (da Filippo e Rosina) e la sua puledra Gioia dei Gessi (da Ciso), nelle foto, nata il 15 Agosto 2022, entrambe di proprietà della Azienda Agricola Furma di Mirko Giacometti. Nell’occasione sarà presentata (presso l’archivio G. Mengoni) la ricchissima mostra illustrata dal titolo “Il percorso che ha scongiurato l’estinzione dell’Asino Romagnolo di razza” ed i libri antichi che hanno costituito la base per la ripartenza.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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La Romagna in pista. Dimostrazione al calesse d’epoca di asini Romagnoli trottatori all’ippodromo del Savio di Cesena – Venerdì 26.08.2022

L’occasione è stata quella di partecipare al festeggiamento del centenario dalla nascita dell’ippodromo cesenate, verificatosi quest’anno (1922 – 2022). I più umili dei quadrupedi della terra di Romagna, cugini poveri degli standardbred, hanno voluto garantire la loro presenza all’evento, anche per rendere pubblico, a loro volta, un anniversario che li riguarda più direttamente da vicino: la celebrazione del raggiungimento della soglia numerica (1.200 capi) che sancisce l’abbandono della “razza danneggiata” e che comporta l’entrata entro la semplice “razza vulnerabile”, anticamera dell’abbandono definitivo del rischio dell’estinzione (che si raggiunge quando il numero dei soggetti iscritti supera i 2.400 soggetti).

La manifestazione è stata molto curata sul piano antropologico e dell’immagine, anche per merito della responsabile della comunicazione e marketing della Ippogroup Dott.ssa Francesca Ritti (laureata in Storia dell’Arte).
Sui calessi hanno sfilato figuranti in costumi d’epoca romagnoli, che hanno preso spunto da immagini autentiche dell’inizio del ’900, come quella che pubblichiamo di seguito, tratta dal libro di Paul Scheuermeier “La Romagna dei contadini” che raffigura, nel 1931, una “arzdora” romagnola di Fusignano, su un calesse con ruote in legno e cerchi in ferro, in procinto di consegnare alla padrona un cesto di uva appena raccolta.

Naturalmente una “incursione”, all’ippodromo, di rotabili di questo tipo trainati da asini, non aveva affatto l’ambizione di rappresentare alcuna “rivisitazione autentica” dell’ottocento o dei primi del novecento, epoche contrassegnate da radicali divisioni di classe, per la qual cosa gli asini erano appannaggio dei poveri per recarsi al mercato, non certo all’ippodromo, luogo di divertimento d’eccellenza per i nobili e per i ceti più ricchi, che lo raggiungevano con cavalli (specialmente “di sangue”) che rappresentavano il loro tipico mezzo di locomozione.

 

Anni 30. Trottatore americano al calesse di uomo verosimilmente borghese. Il rotabile (vedasi in particolare le ruote) è analogo a quello della foto precedente.

 

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Nondimeno, l’asino Romagnolo ha sempre dimostrato una specifica attitudine al trotto a tiro leggero, che sapeva mantenere per lunghi tratti sulle polverose strade di pianura della bassa Romagna.

Tale caratteristica fu individuata nell’anno 2000 come peculiare dello Standard della Razza, allorché la Commissione presieduta dal Professor Raffaele Baroncini ne tratteggiò le caratteristiche.

Sei le asine presentate in pista: 1) Giorgia con alla guida Lino Zerbini di Castel San Pietro Terme, accompagnato dalla figlia Rebecca; 2) Rugiada dei Cantelli con alla guida Leonardo Moretti di Verucchio (RN), accompagnato da Monia Mazzanti; 3) Pioggia dei Cantelli con alla guida Gilberto Gavelli, di Verucchio (RN) accompagnato dalla figlia Sofia; 4) Ombrina, con alla guida Marco Marcotti di Monticelli d’Ongina (PC) accompagnato dalla giovanissima figlia; 5) Margherita dei Cantelli con Mirko Fabbri di Modigliana (FC) e signora; 6) Naomi Campbell MGB, con Bernardo Montaleone di Dozza e signora Carmela.


All’ingresso di passo ha fatto seguito la sfilata “a rovescio” degli asini davanti alla tribune. 

 




Se vuoi saperne di più, leggi l’articolo seguente
https://www.carrozzecavalli.net/2022/08/lasino-romagnolo-scende-in-pista-allippodromo-del-savio-di-cesena/

e guarda il Servizio Tg3

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25.08. 2022 – Il settimanale imolese sabato sera parla di noi

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In occasione del raggiungimento della soglia (1.200) che decreta la fine del rischio di estinzione, Teleromagna ha fatto visita all’allevamento di Davide Buttazzi a Medicina (BO)

VAI AL SERVIZIO

https://www.youtube.com/watch?v=qjxmydjahRI

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